Frank Costello - Da Lauropoli alla conquista dell’America

Frank Costello - Da Lauropoli alla conquista dell’America


Francesco Castiglia, figlio di Luigi e Maria Saveria Aloise, nacque a Lauropoli il 26 Gennaio del 1891. Il padre di Francesco dopo il servizio militare era tornato a fare il contadino, ma non riusciva a mantenere la famiglia che era composta di otto persone, quattro sorelle, un fratello e i genitori.
Quel piccolo paesino della Calabria, era in una zona poverissima dove gli abitanti vivevano in grande miseria; ma si diceva che al di là dell’Atlantico si trovava una grande terra fertile e verde, che accoglieva tutti gli immigrati. Fu così che nel 1895 Luigi Castiglia si imbarcò per l’America, portando con sé le figlie e il figlio maggiore, lasciando a casa Francesco e la madre. Un giorno arrivò una lettera dove Luigi scriveva alla moglie: “vendi tutto, se occorre anche i lenzuoli, e vieni in America”. Il 3 Agosto del 1896 Francesco insieme alla madre andarono a Napoli per imbarcarsi e qui successe un fatto curioso. Il piccolo, prima di salire sulla nave si sporcò con acqua lurida, buttata per caso da alcuni marinai, Francesco si mise a piangere anche perché si era macchiato il bellissimo vestitino alla marinara, ma la madre per consolarlo gli disse che era un segno positivo, di buon augurio, ciò significava che il figlio avrebbe fatto molta fortuna in America.
Arrivarono a New York e si stabilirono in una via abitata da italiani e irlandesi e come si suol dire si dividevano la strada, ovvero si lottava per la sopravvivenza. Durante l’infanzia Francesco fece amicizia con due ragazzi siciliani Lucky Luciano e Carlo Giodi e questi lo cominciarono a chiamare Frank, fu così che cambiò il suo nome di battesimo.
Loro tre erano molto amici e facevano qualsiasi cosa insieme. Come tutte le strade abitate da italiani c’erano dei padroni per ogni palazzotto e in quello di Frank vi era una donna. All’età di quattordici anni aveva la gamba che gli faceva molto male e la mamma lo aveva mandato in una piccola fattoria di Astoria, qui si arrampicò su un ramo alto e cadette; il dottore lo fasciò strettamente dalla caviglia alla coscia e gli disse di non muoversi. Quando era a letto pensava la mamma che non poteva pagare l’affitto perchè il padre era stato derubato dagli irlandesi e la padrona voleva i soldi altrimenti li avrebbe gettati in mezzo alla strada.
Frank era molto afflitto e rifletteva su quella signora che si alzava presto la mattina per lavare le scale e i gabinetti e sapeva che portava tutto il suo denaro nel reggiseno perché non si fidava delle banche. Frank aspettò che giunse la notte fonda, poi si alzò e uscì zoppicando. Se ne andò per le strade deserte, giunse alla casa della signora mezz’ora dopo era nascosto nella cantina del caseggiato, con un fazzoletto nero legato attraverso la faccia, udì i passi della padrona di casa che scendeva per le scale. Attese dietro la porta della cantina, e quando la padrona si avvicinò aprì piano piano e vide che lei stava guardando dall’altra parte, con una mano le chiuse il collo come una morsa, e con l’altra afferrò i soldi nascosti nel reggiseno, fuggì zoppicando e arrivò a casa sua e si infilò nel letto.
La donna lo aveva riconosciuto dalla camminata zoppicante lo denunciò ma la polizia indagando per molto tempo, il bambino risultò quella notte invalido a casa della zia a dormire, per Frank fu il suo primo colpo ma non seppe che ne aspettavano tanti altri.
Col passare del tempo conobbero altri due ragazzi ebrei Benjamin Siengel “Bugsy” e Meyer Lansky, in quella strada comandavano due boss Don Massaria e Don Faranzano. Lucky Luciano, il suo amico, si voleva vendicare con tutti e due per dei motivi personali. Don Massaria un giorno fece ammazzare il migliore amico di Frank e Lucky,Carlo Giodi e con Don Faranzano che minacciava e trattava male la madre e il padre di Lucky.
Formarono una ganghe, due italiani e due ebrei; a Frank piaceva trafficare ed era lui a corrompere i poliziotti; a Bugsy gli piaceva la violenza ed era il baraccio della ganghe e infine Lucky e Meyer erano i cervelli, cominciarono e poi lentamente crescevano. Tony Renni, un carissimo amico di Bugsy gli fece conoscere un ebreo di nome Arnold Rothstein, trafficante di liquori. Nel giro di pochi giorni la ganghe entrò negli affari e divennero molto ricchi.
Sia Don Massaria che Don Faranzano li volevano conoscere; andarono da Don Faranzano Lucky e Mayer, gli chiese di allearsi con lui e non con Don Massaria, gli offrì il 15% di tutti i guadagni, Lucky gli disse che dovevano pensarci e si dovevano consultare con Frank e Bugsy. Si consultarono e decisero di vedere cosa diceva Don Massaria. Lucky rappresentò la ganghe e andò a parlare con Don Masseria. Don Massaria gli chiese di allearsi con lui e Lucky accettò e gli disse: “Entrerò nella tua famiglia, ma non oggi!”. Ila gang si alleò con Don Massaria e lo fecero fuori, associandosi Don Faranzano che fece la stessa fine. A quel Punto erano loro i capi. Lucky Luciano il braccio e Frank che a quel punto aveva trasformato il cognome in Costello era la mente.
Furono molto soddisfatti, per cui fecero una riunione in cui tutti i capi famiglia della mafia di New York erano presenti, formarono una commissione, tutti i capi famiglie erano Boss e per ogni decisione dovettero votare tutti insieme, però avevano bisogno di un capo commissione, e tutti erano d’accordo di eleggere Lucky.
Lucky Luciano fece regnare la pace tra la criminalità organizzata per 15 anni. Morì d’infarto a 65 anni. Frank Costello, dopo l’uscita di scena di Luciano divenne il Capo dei Capi, il Primo ministro della malavita organizzata, in tutta la sua vita ha fatto circa tre anni di galera ma probabilmente non uccise mai una persona e per questo rimase ai vertici della mafia per 30 anni dopo essere scampato ad un attentato, ottenne dalla commissione il permesso di ritirarsi.
Fu un Boss particolare, elegante, conduceva una vita ad alti livelli, conosceva persone importantissime, determinava affari, scelte giudiziarie e politiche, Lui consigliava di corrompere la polizia e i giudici, non di ammazzarli, perchè con metodi non violenti si potevano raggiungere gli stessi risultati.
Costello morì in un letto d’ospedale il 21 febbraio del 1973. La notizia arrivò anche nella sua Lauropoli, pochi lo avevano conosciuto, molti ne avevano sentito parlare, qualcuno disse che anche lui, nel bene e nel male, aveva fatto l’America.

Isaia F. e  Lorenzo A.